La gravidanza è ricordata da moltissime donne come il periodo più bello della vita, quello in cui si vive in simbiosi con i figli. Tuttavia ogni gravidanza è diversa dalle altre e può capitare di riscontrare dei problemi. Ecco cosa bisogna fare nel caso di perdite nel primo trimestre.
Esami e analisi in gravidanza
L’ecografia morfologica, cos’è e quando farla
Durante la gravidanza la futura mamma è sottoposta a tantissimi esami specifici per seguire lo sviluppo del bambino ed evitare eventuali complicazioni. Tra le ecografie più importanti rientra sicuramente quella comunemente chiamata morfologica.
Villocentesi, in cosa consiste?
La villocentesi è un esame che può essere effettuato nel corso della gravidanza, tra l’undicesima e la dodicesima settimana, e che consiste nel prelievo per via transaddominale dei villi coriali, che costituiscono la parte embrionale della placenta. Si tratta di un esame opzionale, che può essere richiesto dalla gestante per individuare la presenza di anomalie e riarrangiamenti cromosomici del feto, escludendo quindi molte malattie importanti come la talassemia o la fibrosi cistica. Nonostante la sua grande importanza, si tratta comunque di un esame molto invasivo: vediamo concretamente come viene eseguito.
Leucociti nelle urine in gravidanza
In gravidanza possono verificarsi delle alterazioni fisiologiche, del tutto normali e per le quali non occorre allarmarsi: una di queste è la presenza di leucociti nelle urine. I leucociti non sono altro che i globuli bianchi, che solitamente non si trovano all’interno del sistema urinario, se non in caso di alterazioni causate da patologie o situazioni cliniche si possono verificare. Oggi ci occuperemo della presenza di leucociti nelle urine in gravidanza, e di come affronatre tale problematica.
Citomegalovirus, cos’è e come si trasmette
Il Citomegalovirus (CMV) è un virus molto diffuso, specie-specifico che colpisce solo gli umani, della stessa famiglia dell’herpes labiale e genitale, della varicella e della mononucleosi. Fa parte della specie Herpes Herpevirus 5 (HHV-5).
Colpisce tra il 60% e il 90% della popolazione e si trasmette facilmente attraverso il contatto diretto con sangue, urina, saliva, fluidi genitali, latte materno e operazioni di trapianto di organi.
Analisi in gravidanza, il rubeo test
Il Rubeo Test è uno degli esami clinici fra i più importanti da effettuare quando si è in stato di gravidanza. Questa analisi permette di rilevare se il soggetto in questione è positivo o negativo al Rubeovirus, responsabile della rosolia.
La rosolia è una malattia esantematica a percorso benigno e autolimitante, che arriva cioè a completa guarigione senza bisogno di terapie specifiche.
Amniocentesi o villocentesi: quale scegliere?
Sia l’amniocentesi che la villocentesi sono esami invasivi effettuati durante la gravidanza e che permettono di vedere se il feto è affetto o meno da malattie genetiche come la Sindrome di Down: quale scegliere? Anzitutto è bene dire che forse la villocentesi rispetto all’amniocentesi è un po’ più complicata (questo non significa però che sia più rischiosa) perchè prelevare i villi coriali (circa 10-15 mg di tessuto coriale) a differenza del liquido amniotico è più difficile; fatta questa piccola ma doverosa premessa cerchiamo di vedere le differenze e le similitudini tra le due procedure.
L’amniocentesi
L’amniocentesi è una tecnica di diagnosi prenatale invasiva che viene eseguita tra la la 15° e la 19° settimana di gestazione; consiste nel prelevare del liquido amniotico (circa 10-20 ml) ed individuare la presenza di eventuali anomalie cromosomiche nel feto come la Sindrome di Down o la malattia di Tay-Sachs (una malattia metabolica). Il prelievo non è doloroso ma è sempre bene ricordare che vi è un rischio minimo di aborto pari a circa l’1%; per questo se non in casi specifici come l’età della donna superiore ai 35 anni o pazienti che abbiano familiarità per anomalie cromosomiche o nel caso in cui precedenti esami (ecografia, bi-test o altri) non abbiamo dato risultati soddisfacenti non viene mai consigliata. Tramite questo prelievo si può anche individuare la presenza o meno di agenti infettivi come il citomegalovirus o il toxoplasma.
Gli esami da fare prima del concepimento
Se state programmando una gravidanza sarebbe opportuno sottoporsi ad una serie di accertamenti utili a verificare la presenza o meno di patologie che se non diagnosticate in tempo potrebbero mettere in pericolo la salute della futura mamma e del piccolo.
QUALI SONO GLI ESAMI DA FARE PRIMA DI CONCEPIRE UN FIGLIO
- ESAMI PER LA COPPIA
Entrambi i partner dovranno sottoporsi ad alcune verifiche come le analisi del sangue, per conoscere il gruppo sanguigno e controlli per verificare l’eventuale presenze del virus dell’immunodeficienza, ossia dell’HIV
- ESAMI PER LA FUTURA MAMMA
PAP TEST: fondamentale per escludere la presenza del Papilloma Virus, uno dei principali responsabili del cancro all’utero. E’ utile anche per verificare se ci siano o meno altre infezioni che potrebbero mettere in pericolo la gravidanza
RUBEOTEST: serve per valutare l’immunità della mamma alla rosolia. Questa malattia infettiva se contratta in gravidanza può provocare delle serie malformazioni al feto; il piccolo potrebbe avere problemi al cuore, alla milza e anche a livello di udito. Nel caso in cui dovesse risultare essere non immunizzata dovrà rimandare la gravidanza