Il primo popolo giunto in Irlanda fu quello di Cessair. Cessair era una giovane che per sfuggire ad un grande diluvio allestì un grande barca e partì dai territori dell’attuale Grecia o Mesopotamia per cercare una nuova terra per il suo popolo. Cessair partì con tre uomini, Bith, Fintan e Ladra, e cinquanta donne e navigò per sette anni prima di trovare la nuova terra. Dopo sette lunghi anni di viaggio arrivarono in Irlanda, a Dún na mBarc, l’odierno Donemark, nella Baia di Bantry nella Contea di Cork.
Una volta giunti nella loro nuova terra Cessair diise le donne in tre gruppi e assegnò a ciascun gruppo un uomo: Cessair prese Fintan per il suo gruppo, Barann prese per il suo gruppo Bith e Balba prese Ladra per il suo. Ladra però morì e le donne rimaste senza un uomo si divisero e si unirono ai gruppi di Cessair e di Barann.
racconti per ragazzi
Morgana parla… -4-
E così vi racconterò questa storia. Perché un giorno anche i preti la racconteranno così come la conoscono loro. Forse tra le due storie si potrà scorgere un bagliore della verità. Perché questo è ciò che i preti non sanno, con il loro Dio Unico e la loro Verità Unica: che non esiste nessuna storia vera. La verità ha molti volti e la verità è come la via per Avalon, dipende dalla vostra volontà e dal vostro pensiero, dove la strada vi porterà e se alla fine, arriverete alla Sacra Isola dell’Eternità o tra i preti con le loro campane e la loro morte e il loro Satana e il loro Inferno e la loro dannazione… ma forse sono ingiusta persino con loro. Perfino la Signora del Lago, che evitava la veste dei preti come avrebbe evitato una vipera velenosa, e anche a giusta ragione, mi rimproverò per aver parlato male del loro Dio.
Morgana parla… -3-
E così Artù giace alla fine con la testa sul mio grembo, vedendo in me non la sorella, o l’amante o la nemica, ma solo la donna saggia, la sacerdotessa, Signora del Lago; e così riposa in seno alla Grande Madre dalla quale è nato e alla quale alla fine, come tutti gli esseri umani, dovrà ricongiungersi. E forse, dato che ho guidato la barca che lo ha portato via, non stavolta all’Isola dei preti, ma alla vera Isola Sacra nel mondo oscuro che si trova oltre il nostro, quell’Isola di Avalon dove, ora, pochi tranne me possono recarsi, si è pentito dell’inimicizia che ha fatto nascere tra di noi.
Nel raccontare questa storia parlerò a volte di cose che accaddero quando ero troppo giovane per poterle capire, o di cose che accaddero quando non ero presente;
Morgana parla… -2-
E ora i preti, pensando che questo modo di pensare si contrapponga al potere del loro Dio, che creò il mondo in una sola volta per non essere mai cambiato, hanno chiuso queste porte (che porte non sono mai state, tranne che nella mente degli esseri umani), e il sentiero porta soltanto all’Isola dei preti, che hanno protetto con il suono delle campane della loro chiesa, cancellando tutti i pensieri volti ad un altro mondo che giace nell’oscurità. E in verità dicono che quell’altro mondo, se per caso esiste davvero, è dominio di Satana, e che quella è la porta per l’Inferno, se non l’Inferno stesso.
Non so cosa abbia creato o non creato il loro Dio.
Morgana parla… -1-
Ai miei tempi sono stata chiamata in molti modi: sorella, amante, sacerdotessa,donna saggia, regina. Ora, in verità, sono una donna saggia, e verrà un tempo in cui queste cose dovranno essere conosciute. Ma in tutta sincerità penso che saranno i cristiani ad avere l’ultima parola. Il mondo delle Fate si allontana sempre più dal mondo nel quale domina il Cristo. Non ho niente contro il Cristo, ma solo contro i suoi preti che chiamano la Grande Dea col nome di diavolo e negano che abbia mai avuto potere in questo mondo. Al massimo dicono che il suo potere era quello di Satana. Alcuni la vestono con la veste blu della Signora di Nazareth, che aveva anche lei il suo potere, e dicono che era sempre vergine. Ma cosa può sapere una vergine della sofferenza e del travaglio del genere umano?
Il Rispetto
Le Istruzioni che Wakan-Tanka ha dato agli Indiani d’America sono molto semplici: rispettare la Terra e rispettarci a vicenda tra esseri umani, rispettare gli animali, rispettare la vita. Il rispetto è la nostra Legge: rispetto per tutti gli esseri che sono sulla Terra, rispetto per la Madre Terra. Rispetto per gli alberi e per le rocce, per l’acqua e per la terra, per il cielo e per le stesse e per tutto ciò che convive con noi sulla Terra e nel Cosmo. Rispetto per ciò che mangiamo e per ciò che usiamo per costruire le nostre case e i nostri vestiti e gli oggetti che ci rendono la vita più piacevole. Rispetto per gli animali che vivono e lavorano con noi. Non possiamo fare del male alla Terra o all’Acqua, perché rispettiamo il loro posto nel mondo.
Le istruzioni del Grande Spirito
Gli europei sono venuti in questo paese e hanno dimenticato le Istruzioni originali. Noi indiani non abbiamo mai dimenticato le nostre Istruzioni. Wakan-Tanka impartisce Istruzioni ad ogni essere vivente, in accorso con il Suo piano per il mondo. Il Grande Spirito ha dato le Sue Istruzioni a tutti gli esseri della Natura. Il pino e la betulla seguono fedelmente le Istruzioni di Wakan-Tanka e fanno il loro dovere nel mondo. I fiori, anche i più piccoli, sbocciano e appassiscono in accordo con le Istruzioni di Wakan-Tanka. Gli uccelli, anche i più piccoli, vivono, volano, e cantano in accordo con le Istruzioni di Wakan-Tanka. I fiumi e i ruscelli scorrono secondo le Istruzioni del Grande Spirito. Il vento soffia secondo le Sue Istruzioni.
Troppe domande -6-
Kulìa non aveva fatto una domanda alla nonna, le aveva chiesto di fare una domanda a sua volta, le aveva sollecitato un sogno, per di più doloroso. Fu scossa dall’enormità della cosa. E dal fatto che la nonna avesse, così le sembrava, in qualche modo accettato.
Spostò un ciottolo nella tasca vuota. Altre otto domande. Le avrebbe fatte le i o le avrebbe fatte la nonna?
“La nonna ha accettato di sognare per me!” le scappò detto rientrando a casa. Sua madre si girò bruscamente dal focolare e la fulminò con lo sguardo. “Che cosa hai detto, Kulìa?”
In genere la chiamava “piccola” o “tesoro”. Ma stavolta niente smancerie. Kulìa sapeva di averla detta grossa, di essersi vantata, di essersi comportata da ragazzina quale era, ancora. Si sentì sciocca, aveva sciupato un momento delicato e prezioso, il regalo che la nonna le aveva fatto anche solo ascoltandola, un segreto forse.
Troppe domande -5-
La nonna le stava parlando come a un’adulta! La nonna stava conversando con lei!
“So che se non le hai puoi trovarle. Puoi sognare e cercarle.”
“Non è così semplice, Kulìa. Ad ogni modo ti risponderò come posso e decido. Hai nove giorni per nove domande. Ogni giorno me ne farai una e il giorno dopo io ti risponderò. La prima qual’è”
“Le sto ancora scegliendo e non so da dove cominciare. Potresti tornare a parlare con quella donna del sogno triste e farti spiegare com’è potuto succedere che tutto il mondo diventasse alla rovescia?”
La Madre tacque. Nessuno le aveva mai chiesto di sognare questo o quello.
Troppe domande -4-
Kulìa si fermò ad una certa distanza dalla porta, scalpicciò per anninciare educatamente la sua presenza e poi, a bassa voce, chiamò la nonna. L’anziana donna venne alla porta e la invitò ad entrare, lanciando uno sguardo penetrante alla gatta che entrò tranquillamente e si sedette in un angolo. “Ti aspettavo, Kulìa. La gatta è con te?”
“Sì. No. Non lo so, nonna. E’ da stamattina che mi gira intorno. Sono tante le cose che non so e vorrei che me le spiegassi.”
“Hum. Hai delle domande da farmi?”
E intanto si affaccendava in giro. Prese un piattino e ci versò dell’acqua. Lo poggiò cerimoniosamente davanti alla gatta che bevve dopo aver saggiato il liquido col naso, come sempre fanno i gatti.